Quando avemmo finito di
mangiare, sapevo praticamente tutto di lei e della sua storia, solo io ancora
non mi ero aperto e, d’altronde, che cosa le avrei dovuto raccontare di me?:
solo drammi e sofferenza, quindi preferii tacere. Solo se me lo avesse chiesto
gli avrei detto del mio passato, altrimenti mi sarei tenuto tutto dentro.
Giunti al caffè, Blonde mi
chiese se anch’io avevo qualcosa da raccontarle sulla mia vita, così dovetti
accennare un po’ della mia storia. Le dissi che avevo un figlio di 17 anni che
studiava all’università di Cambrigh in Inghilterra e che sarebbe tornato presto
in america per le vacanze estive; che avevo dietro le spalle il fallimento del
mio matrimonio e che non sapevo neanche perché fosse finito e poi nient’altro:
non mi andò di dirle delle mie visioni e della cura che facevo presso uno
psichiatra, questo lo evitai per il momento.
Blonde mi stette ad ascoltare
in silenzio, con i suoi occhi neri e tristi fissi su di me, senza dire una sola
parola, poi sorridendomi, esclamò: <<Evidentemente quella donna non la
meritava caro Rick, sennò sarebbe rimasta al suo fianco nonostante tutti i
problemi che ci potevano essere!o almeno avrebbe parlato con lei per cercare di
risolvere ciò che non andava tra voi due, anziché sparire senza dire
nulla!>>.
<<Gia, è vero; avrebbe
dovuto>>risposi, nel frattempo che finivo di bere il mio caffè<<ma
lo sa Blonde? Non m’importa più nulla di lei oramai; infondo, se è andata via
così all’improvviso dalla mia vita, significa che non la conoscevo del
tutto>>.
Lei sorrise e i suoi occhi
s’illuminarono di gioia, poi aggiunse<<Sono molto lieta per lei di
questo>>e, facendo una piccola pausa, continuò<<vuol vedere la mia
nuova casa? Devo controllare che gli operai stiano facendo un buon lavoro, e
credo proprio che sia così! Sono felicissima che stiano per terminarla, spero
che lei potrà vederla finita un giorno>>.
Annuii con la testa<<Lo
spero anch’io>>risposi, poggiando la tazza del caffè sul
tavolo<<spero di tornare al più presto a trovarla, Blonde>>.
Ci dirigemmo verso la casa in
costruzione che avevo già visto precedentemente in lontananza e, man mano che ci avvicinavamo,
la felicità di quella fantastica donna aumentava a dismisura. Mi descrisse cosa
ci avrebbe costruito davanti; del piccolo giardino che avrebbe piantato con
rose e gerani che amava tanto, e poi del pollaio che avrebbe spostato e messo
proprio dietro la casa, in modo di avere sempre vicino la sveglia il mattino e,
soprattutto, per avere a portata di mano le uova fresche a colazione.
Entrammo nella casa ancora
senza rifiniture e spoglia, e lei m’incominciò a descrivere l’uso che ogni
stanza avrebbe avuto; la cucina e la sua disposizione, col camino e la
credenza; del bagno italiano che aveva ordinato da Reno e della vasca idromassaggio;
della camera da letto matrimoniale e quella del futuro bambino o, bambina, che
sperava di avere un giorno, e della camera degli ospiti che
constava di un grande letto matrimoniale con bagno annesso.
Mi chiedevo se tutti quei
progetti per il futuro che faceva li avesse potuti veramente realizzare o se,
come diceva madame Whitney, rischiava di non poterli trasformare in realtà. Mi
sentii tutto il peso di quel segreto addosso: la sua vita e il nostro futuro dipendevano da
me!Ma come avrei potuto decifrare, nella visione che attendevo, il modo di
poter evitare che morisse?
Era tutto così assurdo e
strano! Solo l’amore che provavo per lei non lo era: in realtà, era l’unica
cosa vera che avevo provavo dentro di me in quegli ultimi giorni, ma sapevo che
anche il nostro incontro era stato veramente assurdo e paradossale; in ogni
caso era avvenuto, ed era questo che importava, perché aveva dato nuova speranza
alla mia vita insignificante e piena di“follie”.
Non appena ebbe terminato di
mostrarmi tutta la casa, compreso il solaio che avrebbe adibito a studio e
stanza-relax, andammo nel retro uscendo dall’uscita posteriore.
Da qui si vedeva tutta la
vallata che portava fino al fiume e non vi era niente di più bello che avessi
mai visto. La visuale era stupenda, come quell’intera giornata passata con Blonde;
così come lo era lei nel suo modo di porsi e di parlare. Tutto era stupendo,
compreso i cavalli che vedevo in lontananza correre felici e liberi nella
prateria infondo alla valle; ero tremendamente felice e, tale era la gioia di
esserle accanto, che non ebbi più la forza di resistere, volli baciarla a tutti
i costi e, approfittando della sua distrazione mentre mi mostrava i confini
delle terre che le appartenevano, mi avvicinai repentinamente rubandole un candido bacio
sulle labbra…
